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Acquaviva, la Polizia recupera mezzi agricoli rubati

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La pala idropneumatica rubata

Nella zona del sud-est barese, in questo ultimo periodo, a fronte di un calo di altre tipologie di reati predatori, sono stati registrati – in modo costante – furti di beni strumentali in danno di aziende agricole, anche a conduzione individuale o familiare. Le imprese di piccole/medie dimensioni costituiscono una significativa porzione del tessuto economico nel settore primario di questa zona della provincia di Bari, rappresentata da aziende dedite alla produzione agraria, vivaistica, nonché all’allevamento di bestiame.

Proprio per le modeste dimensioni di molte aziende, anche i furti di minore entità possono costituire un pericolo alla stabilità e alla stessa capacità di presenza sul mercato dei produttori, privati, in questo modo, di strumenti di lavoro assolutamente indispensabili per la continuità aziendale.

A seguito di alcune segnalazioni e denunce di furti in danno di questo tipo di aziende, proprio al fine di tutelare uno dei settori economici portanti della zona, sono state avviate numerose e intense attività informative ed investigative dal personale del Commissariato P.S. di Monopoli, non solo per arginare il fenomeno, ma con il preciso obiettivo di individuare i canali di successivo smistamento e riutilizzo dei macchinari al fine di interrompere il ripetersi dei furti delle macchine agricole.

Particolare attenzione aveva destato il furto avvenuto il mese di ottobre dello scorso anno, in una masseria in territorio di Polignano a Mare, ma posta al confine con i comuni di Monopoli e Conversano. Il trattore asportato - del valore di acquisto di oltre 50.000 euro - aveva costituito un notevole danno per l’azienda di produzione ed ancora una volta gli investigatori della Polizia di Stato avevano potenziato anche la presenza operativa nelle zone di campagna, in particolare di Monopoli, per scongiurare nuovi episodi e contestualmente approfondire tutti i contesti investigativi possibili. In pratica si mutuava il metodo della polizia di prossimità spesso utilizzato nei centri urbani, in questo caso estendendolo al contatto diretto con i produttori e gli allevatori.

Nel frattempo le indagini sono proseguite senza sosta ed è stato possibile individuare uno dei canali di smistamento dei trattori rubati nella zona del sud-est barese, localizzandolo in agro di Acquaviva delle Fonti.

Uno dei personaggi attenzionati aveva, inoltre, precedenti specifici in quanto già nel 2015 era stato tratto in arresto per la detenzione illegale di armi e nell’occasione, all’interno della sua proprietà erano stati rinvenuti mezzi agricoli rubati fra le zone di Turi, Putignano e Castellana Grotte.

A questo punto sono state effettuate diverse attività investigative, fra cui appostamenti e pedinamenti, per comprendere se il pregiudicato C.N. di 55 anni stesse provvedendo a smistare o a proporre in vendita alcune delle macchine agricole asportate più di recente a sud di Bari.

Le verifiche avevano esito positivo in quanto, proprio con riferimento ad un caricatore frontale ed una pala idropneumatica, di pertinenza del trattore più costoso da cui erano partite le indagini, si appurava che erano oggetto di trattative a prezzi notevolmente inferiori al reale valore di mercato.

Ieri mattina, nel territorio di Acquaviva delle Fonti, una volta accerchiata l’abitazione di campagna del pregiudiato di origini baresi, si accedeva all’immobile verificando che lo stesso deteneva effettivamente la pala idropneumatica marca “Argnani e Monti” mod. Power (del valore approssimativo di 10.000 euro che si proponeva in vendita a prezzi notovelmente inferiori) asportata all’azienda del sud-est barese. La parte fondamentale del trattore, così rinvenuta, veniva sottoposta a sequestro ed affidata in custodia giudiziale al legittimo proprietario. Durante la perquisizione si notava che, sul piazzale circostante l’azienda agricola della persona indagata, erano presenti numerosi mezzi agricoli e relative appendici, che venivano tutti verificati, tra cui altri due trattori completi.

L’attività di polizia giudiziaria consentiva di rinvenire, occultati sotto una tettoia in lamiera, all’interno di ben cinque cassoni in plastica utilizzati di solito per la raccolta delle olive, tutti i componenti della parte meccanica di un intero trattore, il cui propulsore risultava avere la matricola abrasa. Nei cassoni in questione erano stati occultati i vari pezzi meccanici ovvero gruppo motore, gruppo cambio, gruppo trasmissione, semiasse anteriore e posteriore, impianto di raffreddamento motore, il tutto dello stesso colore grigio scuro. Venivano altresì rinvenuti due motozappe di cui uno marca Lombardini modello Brumi simplex di colore rosso, alimentazione a diesel e il secondo marca Lombardini, modello di colore nero con copri serbatoio di colore blu con dischi piatti. Su queste utlime macchine agricole, pure sottoposte a sequestro, sono in corso accertamenti per individuare i legittimi proprietari.

La persona individuata nel corso dell’operazione di polizia è stata deferita in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Gennaio 2019 16:11  

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