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Elezioni europee, l'appello dei vescovi pugliesi

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Sabato 30 marzo è stato pubblicato il Messaggio della Commissione regionale pugliese di Pastorale sociale, del lavoro, giustizia, pace e custodia del creato in vista delle prossime elezioni europee fissate per il 26 maggio.

Il messaggio della Commissione, attingendo alla memoria delle motivazioni che portarono alla nascita dell’Unione Europea, è un invito rivolto a tutti a riconoscere nell’imminente appuntamento elettorale un’occasione per mantenere vive quelle radici perché – con la collaborazione di tutti – possano maturare frutti per lo sviluppo ed il progresso della nostra Regione.

 

Di seguito riportiamo il Testo del messaggio scritto dalla Conferenza Episcopale Pugliese e firmato dal presidente della Commissione regionale pugliese di Pastorale sociale, del lavoro, giustizia, pace e custodia del creato, S. Ecc. mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto.

Tra qualche settimana anche i cittadini pugliesi saranno chiamati alle urne in occasione delle consultazioni che consentiranno al Parlamento europeo di rinnovarsi.

Pensiamo che sia importante non perdere l’occasione di esprimersi a favore di un Europa solidale che possa mettere al centro dei propri programmi la persona umana riprospettando così ciò che i Padri fondatori vollero proporre alle popolazioni duramente provate da due guerre che si erano succedute a distanza ravvicinata.

L’Unione Europea ha saputo garantire in questi ultimi decenni un tempo lungo di non belligeranza che oggi si corre il rischio di non valorizzare a sufficienza. È importante non dare per scontato un bene così prezioso come la pace dal momento che questa nasce dalla condivisione di un progetto ideale ambizioso: la costruzione di una COMUNITÀ di POPOLI nella quale nessuna nazione rinuncia alle proprie peculiarità, ma le mette a disposizione delle altre perché si cresca tutti insieme in un’armonia che non deve restare un’utopia. Come ricordato dal Santo Padre in occasione del 60° anniversario della firma dei Trattati istitutivi della Comunità Economica Europea il 24 marzo del 2017, l’Europa non può essere ridotta ad «un insieme di regole da osservare, o un prontuario di protocolli e procedure da seguire» e soprattutto si rende necessario agire così che sia evitato «lo “scollamento affettivo” fra i cittadini e le Istituzioni europee, spesso percepite lontane e non attente alle diverse sensibilità che costituiscono l’Unione».

Il caso della perdurante crisi migratoria con il rifiuto nell’assunzione di responsabilità da parte di molti Stati dell’Unione e la difficoltà da parte delle Istituzioni europee nel proporre soluzioni condivise e condivisibili è un grave sintomo di una pericolosa chiusura che può decretare la fine di un sodalizio che è nato facendo tesoro delle diversità che si incontrano. La gestione di un fenomeno di così ampie proporzioni non può essere demandata ai soli Stati che si affacciano sul Mediterraneo. Solo rimettendo al centro l’uomo con la sua dignità si potrà ridimensionare il pericolo di vedere messo in discussione un sogno che, seppur realizzato solo in parte, ha saputo offrire in questi decenni, importanti progressi a milioni di persone. Ci pare fondamentale ripartire dalla solidarietà che, come dice Papa Francesco, «è anche il più efficace antidoto ai moderni populismi».

È questa una speranza che si esplicita investendo in uno sviluppo che non è dato solo dal progresso nelle tecniche produttive: è richiesto un respiro più ampio e riguardare l’essere umano nella sua integralità. Per questo non si può prescindere dal riconoscimento della dignità del lavoro che in Puglia purtroppo, deve fare i conti con il capolarato e le agromafie, con il lavoro nero, demansionato e sottopagato, con la fuga dei cervelli, l’assenza di opportunità lavorative e la difficoltà nella creazione di imprese, che impediscono la formazione di nuove famiglie. Inoltre, è necessario ricercare soluzioni equilibrate a proposito del drammatico conflitto tra produzione industriale e salvaguardia della salute e dell’ambiente. È importante garantire il rispetto della bellezza che ci circonda e valorizzare il patrimonio naturalistico per potenziare un turismo realmente sostenibile: la ricerca di combustibili fossili in mare rischia di offuscare quando di meraviglioso ci è stato donato. Pensiamo sia necessario investire nella educazione e nella ricerca scientifica che permettano, tra le altre cose, la conservazione di un patrimonio di straordinaria importanza come quello degli ulivi secolari che è già stato pesantemente ridimensionato in questi ultimi anni.

Per noi l’Europa può continuare ad essere un presidio essenziale di pace e progresso e per questo il nostro auspicio è quello di vedere tanti cittadini pronti ad esprimere le loro preferenze verso coloro i quali si impegneranno a far crescere il nostro caro “vecchio continente” tenendo conto di queste priorità”.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 02 Aprile 2019 14:27  

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